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Rif: ITA-ACCRU-AU-1725; ultima modifica: 10/05/2017 11:10:00

Gråberg, Jacob <1776-1847>

Forma variante Gråberg från Hemsö, Jacob

Forma variante Gråberg di Hemsö, Jacob

Forma variante Gråberg von Hemsö, Iacopo

Forma variante Gräberg, Iacopo

Fonti BNCF, DBI, LOC-AU, BnF-AU, LUI, ACF, BCF, Catalogo Parodi, BCF-Cat.2, BCF-Cat.4

Esistenza Gannarve (Svezia) 7 maggio 1776 — Firenze 29 novembre 1847

Nota biografica Diplomatico ed erudito.
Viceconsole di Svezia a Genova (1811/1815), poi segretario consolare a Tangeri (1815/1821), quindi console delegato del re di Sardegna (1819/1822) e console a Tripoli (1823). Dal 1841 è bibliotecario della Palatina di Firenze, alla quale nel 1854, dopo la sua morte, la figlia adottiva Eleonora donò 92 manoscritti di argomento genovese e testi arabi da lui posseduti.

Comunemente conosciuto come Jacob Gråberg di (von) Hemsö. L'intestazione qui utilizzata (Jacob Gråberg) senza l'aggiunta «di/von/från Hemsö», usuale nelle attestazioni coeve, è dovuta al fatto che si tratta della semplice indicazione del luogo di origine, riferita al paesino gotlandese di Hemse. Per approfondimenti su di lui, cfr. Lorenzo Coveri, Uno svedese a Genova: Jakob Gräberg di Hemsö (1776-1847) e il dialetto genovese, estratto dagli Atti dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere, Serie V – Volume LII – 1995, Genova, 1996.

Attività in Accademia
Fornisce una serie di etimologie arabe per l'edizione del 1843 del “Vocabolario”. Ciò è testimoniato dai “Verbali” accademici (ACF, 368), dove è riportato che «Giovan Battista Zannoni presentò nell’adunanza del 24 novembre 1829 «un libretto manoscritto contenente un Saggio di etimologie arabe di nostra lingua; lavoro e dono del collega Graberg, che domanda all’Accademia, se approvi e creda utile che egli seguiti le sue investigazioni in questa difficile materia. L’Accademia rispondeva positivamente, e lo Zannoni, facendosi interprete, esortava lo studioso a “seguitar coraggiosamente e condurre a termine sì importante fatica”; aggiungeva quindi che il suo lavoro sarebbe risultato anche per l’Accademia “utilissimo quando prenderemo a trattar generalmente delle origini di nostra dolce favella”» (Giulia Stanchina, “I soci stranieri dell’Accademia della Crusca (secc. XVII-XX) in “L’italiano degli altri”, a cura di Anna Antonini, Marco Biffi, Eleonora Bolletta, Anna Frabetti, Vera Gheno, A. Valeria Saura, Giulia Stanchina, con premessa di Nicoletta Maraschio e Domenico De Martino, Firenze, Le Lettere, 2010, p. 188).

Socio dal
13 gennaio 1829

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