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Rif: ITA-ACCRU-AU-185; ultima modifica: 22/11/2012 10:11:00

Forma variante Ricoverato

Forma variante Ricovrato

Fonti BNCF, DBI, LOC-AU, BnF-AU, ACF-Cat.1a, ACF-Cat.1b, ACF-Cat.2, ACF-Cat.3, ACF-Cat.4a, ACF-Cat.4b, ACF-Cat.4c, BCF-Cat.1a, Catalogo Parodi, BCF

Esistenza Firenze 18 marzo 1583 — Firenze 5 novembre 1646

Nota biografica Astronomo, matematico e letterato.
Allievo e amico di Galileo, corrispondente di Federico Cesi e di Benedetto Castelli. Riceve dal maestro l’incarico di scrivere il "Discorso sopra le comete" (1619) e cura per lui l’edizione a stampa del manoscritto del "Dialogo sopra i due massimi sistemi" (1632), incorrendo nelle stesse diffide delle autorità ecclesiastiche. Conoscitore di letteratura e di arte, commenta le rime di Michelangelo. Membro dell'Accademia Fiorentina (consolo nel 1618) e dell’Accademia dei Lincei (1625)

Attività in Accademia
Nei "Diari" antichi leggiamo che è nominato accademico il 30 giugno 1607, censore il 4 febbraio 1607, di nuovo censore il 31 gennaio 1608 e infine il 31 dicembre 1641.

Opere citate nel Vocabolario
Alcuni scritti di Guiducci sono citati nelle varie edizioni del “Vocabolario”. Nella "Tavola dell'Abbreviature" risultano (elenchiamo di seguito le opere, specificando le edizioni in cui sono presenti): III Crusca: “Discorso delle comete”, in Galileo Galilei, "Opere di Galileo Galilei", Bologna, eredi del Dozza, 1656. IV Crusca: “Discorso delle comete”, in “Opere di Galileo Galilei”, Firenze, Tartini e Franchi, 1718. V Crusca: “Discorso delle comete”, in “Opere di Galileo Galilei”, Firenze, 1844; “Lettera [di Mario Guiducci] a Tarquinio Galluzzi della Compagnia di Gesù, nella quale si giustifica delle imputazioni dategli da Lotario Sarsi ec.”, in “Opere di Galileo Galilei”, Firenze, 1844; “Lettere di Mario Guiducci al P. abate Castelli sopra il fiume Bisenzio”, in “Raccolta di Autori che trattano del moto delle Acque”, Firenze, stamperia di S.A.R., 1765; “Lezioni due sopra le Rime di Michelangelo Buonarroti il vecchio, dette nell’Accademia Fiorentina in occasione delle Rime date in luce ec.”, in “Rime” di Michelangelo Buonarroti, Firenze, Manni, 1726 (e nella nuova stampa di Firenze, Le Monnier, 1863). Si fa presente che nelle "Aggiunte e Correzioni della Tavola dell'Abbreviature delle opere citate", che si trova nelle ultime pagine della stampa della quinta edizione del "Vocabolario", sia il “Discorso delle comete”, che la “Lettera [di Mario Guiducci] a Tarquinio Galluzzi della Compagnia di Gesù, nella quale si giustifica delle imputazioni dategli da Lotario Sarsi ec.”, sono tratte dalle “Opere di Galileo Galilei”, Firenze, Barbera, 1890 e segg.

Bibliografia
"Discorso delle comete" di Galileo Galilei e Mario Guiducci, edizione critica e commento a cura di Ottavio Besomi e Mario Helbing, Roma, Padova, Antenore, 2002.

Pala lignea dell’accademico, dipinto su tavola della seconda metà del sec. XVII, di ignoto fiorentino. La pala che conserviamo oggi è frutto di un equivoco intercorso durante il suo restauro ottocentesco; questa, infatti, riporta il motto: «Piacesti si che in te sua luce ascose», raffigurato da una lucciola fra spighe di grano. Ma il ms. 125, già ms. 8,  “Raccolta d’imprese degli Accademici della Crusca. MDCLXXXIV”, conservato in Crusca, riporta come impresa del “Ricoverato”: «Un cavallo, che entra in una capanna», col motto: «Come in suo albergo». Una diversa indicazione è, invece, attestata nel ms. Strozzi IX, 122 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze; secondo questa fonte documentaria, l’impresa di Guiducci dovrebbe essere quella di un capannone di paglia, accompagnata dal motto: «Al tempo rio». Probabilmente, in assenza di indicazioni certe, il restauratore ottocentesco prese ispirazione dalla pala dell’accademico che possedeva un soprannome simile, ossia Giovanni Vincenzo Salviati, il “Ricoverato”, e la ricopiò. Ad aumentare ulteriormente gli equivoci, avvenne che, in un secondo tempo, si attiribuì erroneamente la pala raffigurante la lucciola fra spighe di grano a Salviati, il cui nome è  trascritto infatti sul retro dell’opera, mentre l’effettiva pala appartenuta a Salviati reca sul retro il nome di Mario Guiducci.

Pala lignea dell’accademico, dipinto su tavola della seconda metà del sec. XVII, di ignoto fiorentino. La pala che conserviamo oggi è frutto di un equivoco intercorso durante il suo restauro ottocentesco; questa, infatti, riporta il motto: «Piacesti si che in te sua luce ascose», raffigurato da una lucciola fra spighe di grano. Ma il ms. 125, già ms. 8, “Raccolta d’imprese degli Accademici della Crusca. MDCLXXXIV”, conservato in Crusca, riporta come impresa del “Ricoverato”: «Un cavallo, che entra in una capanna», col motto: «Come in suo albergo». Una diversa indicazione è, invece, attestata nel ms. Strozzi IX, 122 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze; secondo questa fonte documentaria, l’impresa di Guiducci dovrebbe essere quella di un capannone di paglia, accompagnata dal motto: «Al tempo rio». Probabilmente, in assenza di indicazioni certe, il restauratore ottocentesco prese ispirazione dalla pala dell’accademico che possedeva un soprannome simile, ossia Giovanni Vincenzo Salviati, il “Ricoverato”, e la ricopiò. Ad aumentare ulteriormente gli equivoci, avvenne che, in un secondo tempo, si attiribuì erroneamente la pala raffigurante la lucciola fra spighe di grano a Salviati, il cui nome è trascritto infatti sul retro dell’opera, mentre l’effettiva pala appartenuta a Salviati reca sul retro il nome di Mario Guiducci.

Accademico dal
30 giugno 1607

Nome Accademico
Ricoverato

Motto accademico
Il ms. 125, già ms. 8, “Raccolta d’imprese degli Accademici della Crusca. MDCLXXXIV”, conservato in Crusca, attribuisce a Mario Guiducci il motto: “Come in suo albergo” (tratto dal "Canzoniere" di Petrarca, 84.6), abbinato all'impresa: “Cavallo che entra in una capanna”. Ma la pala di Mario Guiducci conservata in Accademia non corrisponde a questa descrizione (cfr. la presente scheda, alla voce “Pala”); in essa è riprodotto il motto: “Piacesti si che in te sua luce ascose”, abbinato all'impresa: Lucciola che si trattiene sulle spighe di grano.

Strumenti di ricerca
Sito internet dell'Accademia della Crusca (Pagina d'entrata>Biblioteca Virtuale>Fabbrica dell'Italiano).

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