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Rif: ITA-ACCRU-AU-317; ultima modifica: 12/02/2016 10:38:00

Bardi, Piero : de' <1564-1643>

Forma variante Bardi, Pietro : de'

Forma variante Bardi, Pietro

Forma variante Bardi, Pietro : de' <conti di Vernio>

Forma variante Bardi, Pietro : de' <conte di Vernio>

Forma variante Trito

Fonti BNI, EDIT16, ABI, BnF-AU, LUI, ACF, BCF, ACF-Cat.1a, ACF-Cat.1b, ACF-Cat.2, ACF-Cat.3, ACF-Cat.4a, ACF-Cat.4b, ACF-Cat.4c, BCF-Cat.1a, Catalogo Parodi

Esistenza 1564 — 1643

Nota biografica Letterato.
Dei conti di Vernio, figlio di Giovanni. Accademico Alterato e membro dell'Accademia Fiorentina di cui è consigliere nel 1604 e nel 1642. Svolge attività di traduttore; nel 1642 appaiono in Venezia per i Giunti "I Discorsi di Massimo Tirio Filosofo Platonico" volgarizzati dal latino. Nel 1643, pubblica a Firenze, nella stamperia di Filippo di Silvestro di Lorenzo Papini, il poema eroico "Avino Avolio Ottone e Berlinghier", con lo pseudonimo anagrammatico di Beridio Darpe.

Per le date di nascita e di morte cfr. Archivio Bardi all'indirizzo elettronico http://www.archiviobardi.it/personaggio/?pid=38

Attività in Accademia
Arciconsolo per la prima volta nel 1590/1591, tenta la fusione degli Alterati e dei Desiosi con la Crusca. Consolo della colonia pisana della Crusca nel 1592. Di nuovo arciconsolo nel 1597, 1604 e 1607; ripetutamente consigliere, censore, castaldo e massaio. Instancabile promotore ed organizzatore dell'attività lessicografica dell'Accademia, difende la Crusca in varie controversie. È proprio lui, durante il suo secondo arciconsolato, a presentare agli accademici, il 12 marzo 1597, ventidue quesiti al fine di fissare un metodo lessicografico che permettesse di rendere più veloci i lavori, che procedevano molto a rilento. Prima di partire per Venezia per occuparsi della stampa del “Vocabolario”, agli inizi di novembre del 1610, Bastiano de’ Rossi (Inferigno) indica Piero de’ Bardi segretario in sua vece «come più anziano, e come, a mio giudizio, più pratico di ogni altro negli affari dell’Accademia». A Piero si deve infatti il “Diario” della Crusca fino al ritorno a Firenze del de’ Rossi. Lascia alcuni "Frammenti di notizie dell'Accademia della Crusca" (Archivio Crusca, Carte Bardi, 113.1-5. Memorie storiche) che sono importanti perché sopperiscono al “Diario” accademico per la ricostruzione dei primi anni di storia della Crusca. Andrea Alamanni (Schermito) raccolse queste memorie storiche e le trascrisse in appendice al "Diario" accademico tenuto da Benedetto Buonmattei (Ripieno), (Archivio Crusca, 76, cc. 211-249, eccetto l’ultimo documento. Solo i primi due frammenti sono stati pubblicati: il primo nel 2008 da Nicoletta Maraschio nell’articolo "Lionardo Salviati, Piero de' Bardi e l'origine dell'Accademia della Crusca" in "Discorsi di lingua e letteratura italiana per Teresa Poggi Salani", a cura di Annalisa Nesi e Nicoletta Maraschio, Pisa, Pacini, 2008, pp. 183-195) e il secondo precedentemente nel 2000 da Severina Parodi in appendice al suo contributo "Piero de’ Bardi «motore» del primo Vocabolario dell’Accademia della Crusca" in Piero Gargiulo – Alessandro Magini – Stéphane Toussaint (a cura di), "Neoplatonismo, musica, letteratura nel Rinascimento. I Bardi di Vernio e l’Accademia della Crusca", Atti del Convegno internazionale di studi, Firenze-Vernio, 25-26 settembre 1998, S.l., s.n., 2000, pp. 25-28. Il Trito prende parte con spogli e studi alla compilazione della prima e seconda impressione del “Vocabolario” (1612 e 1623). Artefice della restaurazione del 1640, dopo la dispersione dei membri dell'Accademia causata dal «grande contagio».

Opere citate nel Vocabolario
"Avinavoliottoneberlinghieri", poema eroico di Beridio D'Arpe (Piero de' Bardi). Firenze, Papini, 1643: V Crusca.

Pala lignea dell’accademico, dipinto su tavola dei secc. XVI-XVII di ignoto fiorentino.

Pala lignea dell’accademico, dipinto su tavola dei secc. XVI-XVII di ignoto fiorentino.

Accademico dal
1586

Nome Accademico
Trito

Motto accademico
Oh viva morte, o dilettoso male

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