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Rif: ITA-ACCRU-AU-66; ultima modifica: 04/06/2012 11:24:00

Alamanni, Andrea <1696-1753>

Forma variante Schermito

Fonti ABI, ACF, BCF, ACF-Cat.1a, ACF-Cat.2, ACF-Cat.3, BCF-Cat.4b, ACF-Cat.4c, BCF-Cat.1b, Catalogo Parodi

Esistenza Firenze 22 marzo 1696 — Firenze 15 giugno 1753

Nota biografica Letterato.
Allievo di Giuseppe Averani e Giovanni Bottari.

Attività in Accademia
Massaio nel 1718/1719; castaldo dal 1719, nel lungo arciconsolato di Andrea Franceschi. Dal 1728 tiene il "Diario" accademico, dopo avere, per incarico del segretario "Informe", raccolto tutte le notizie e gli appunti delle tornate accademiche tenutesi fra il dicembre 1705 e il settembre 1728, dando così forma alla parte seconda del Cod. 25, che va sotto il titolo di «Memorie per servire di continuazione al Diario dell'Accademia della Crusca». Eletto ufficialmente vicesegretario nel 1737. Attivo collaboratore dei lavori della quarta impressione del "Vocabolario" (1729/1738), di cui scrive anche una storia; esegue spogli, riscontri di esempi, riordina la «Tavola delle abbreviature» e stende l' «Avviso ai lettori» premesso al sesto volume. Raccoglie e trascrive, in appendice al Cod. 24, conservato in Crusca, i «frammenti» del "Trito" e dà un primo logico assetto al catalogo generale degli accademici. Colpito negli affetti familiari, e amareggiato dalle sorti sempre più precarie dell'Accademia, «si diè [...] di propria mano la morte [...] la notte del 15 giugno 1753», come riferisce il Moreni (Moreni 1805).

Pala lignea dell’accademico, dipinto su tavola della prima metà del sec. XVIII di ignoto fiorentino.

Pala lignea dell’accademico, dipinto su tavola della prima metà del sec. XVIII di ignoto fiorentino.

Accademico dal
18 agosto 1717

Nome Accademico
Schermito

Motto accademico
Che sotto l'ombre amiche ne coperse

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