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Rif: ITA-ACCRU-AU-898; ultima modifica: 15/02/2017 13:53:00

Tassi, Francesco <1779-1857>

Fonti BNI, ABI, ACF, BCF, Catalogo Parodi, BCF-Cat.2, BCF-Cat.3

Esistenza 22 luglio 1779 — 4 maggio 1857
Muore alle ore 9 antimeridiane, cfr. Ulisse Guarducci, Cenni biografici del dottore Francesco Tassi accademico della Crusca letti li 29 giugno 1857nell’adunanza della Società Colombaria dall’ingegnere Ulisse Guarducci dottore in scienze matematiche, p. 45.

Nota biografica Segretario, archivista e bibliotecario.
Dopo la laurea in legge, si trasferisce a Roma presso il cardinale Luchi come segretario. Tornato a Firenze, nella primavera del 1803 diviene segretario per le lettere greche di Vittorio Alfieri. Si occupa nello stesso tempo anche del riordinamento delle librerie Magliabechiana e Marucelliana. Aiuto bibliotecario alla Marucelliana, poi nel 1815 bibliotecario della Palatina. In seguito cura gli interessi della principessa Luisa di Stolberg, nota con il titolo di contessa d’Albany. Socio della Colombaria dal 14 maggio 1818 con il nome di “Verace”.

Attività in Accademia
Massaio nel 1821/1824, nel 1833/1836 e nel 1839/1842; censore nel 1823 e 1831. Membro della seconda deputazione compilatrice (1838) e deputato alla revisione delle stampe dell'edizione del "Vocabolario" del 1843, è uno dei più fecondi fornitori di spogli lessicali. Cura anche l'edizione di testi letterari italiani, poi serviti ai vocabolaristi per la quinta impressione (B. Cellini, "Dell'oreficeria e della scultura", Firenze 1829; B. Giamboni, "Trattati morali", 1836; "Delle storie di Paolo Orosio", 1849; N. Machiavelli, "Opere", 1813). La lunga pratica nella carica di massaio e il quasi costante esercizio di revisore dei conti ne fa, fra gli anni 1821/1842, l'amministratore per eccellenza della Crusca; ma i suoi ultimi anni sono amareggiati da una lunga controversia per un errore nelle scritture contabili, che porta al suo volontario allontanamento dalla vita accademica, senza che peraltro cessi la sua collaborazione lessicografica. Chiarito l'equivoco, è rieletto revisore dei conti e poi anche arciconsolo, ma quel seggio non è convalidato dalle autorità per vizio di forma.

Accademico dal
12 gennaio 1819

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